Veglia dell'Annunciazione 2010
Un tripudio di luci, suoni, canti, preghiere e segni è apparso il Santuario la sera del 24 marzo: si celebrava la Veglia nell’Annunciazione del Signore presieduta dal Vescovo diocesano mons. Dante Lafranconi, insieme a numerosi sacerdoti, alla presenza di una folla di fedeli, gioiosamente partecipi. Motivo: la tradizionale celebrazione serale rivestiva anche il ruolo di inizio ufficiale delle celebrazioni del III centenario dall’Incoronazione dell’effigie di Santa Maria del Fonte (29 settembre 1710). La Veglia si è aperta alle ore 21 con il rito del lucernario: il Vescovo, dopo avere attinto alla fiamma che arde davanti al tabernacolo, ha acceso la lampada del centenario; dalla stessa, alcuni sacerdoti hanno acceso il proprio lume e poi quello dei fedeli. Al canto di Cristo Signore, centinaia di fiammelle brillavano nella navata centrale, mentre il Vescovo, portatosi nella navata minore, posava davanti al simulacro dell’Apparizione lì collocato la lampada accesa e sostava per una breve atto di venerazione. Nella navata minore è proseguita la celebrazione: il rettore del Santuario, don Gino Assensi, ha porto il saluto di benvenuto al Vescovo; dopo la triplice acclamazione alla Trinità - inframezzata dall’antifona del centenario L’anima mia magnifica il Signore: egli incorona gli umili di vittoria!, è iniziata la seconda parte: l’esecuzione dell’antico inno della liturgia orientale in lode alla Madre di Dio, Akathistos, affidata, per le parti lette, all’attore Maurizio Tabani e, per le parti cantate, al coro di oltre cento cantori e all’assemblea. Terminato l’inno la celebrazione ha raggiunto il culmine con l’annuncio dell’Incarnazione: la breve ammonizione del Vescovo e, dopo qualche attimo di silenzio, lo scatenarsi delle campane a festa contemporaneamente al suono degli organi e all’accendersi delle luci nelle navate e nei transetti della basilica, seguiti dal canto dell’Angelus Domini. Terza parte e conclusione della Veglia, la celebrazione dell’Eucaristia. Al suono festoso dell’organo, il Vescovo, dopo aver indossato presso lo speco gli abiti liturgici insieme ai sei principali concelebranti - mons. Roberto Ziglioli, rettore emerito del Santuario, mons. Giovanni Amigoni, parroco di Caravaggio, don Marco Leggio, parroco di Masano e vicario della Zona pastorale I, don Cesare Nisoli, parroco di Pandino e vicario della Zona pastorale II, mons. Amedeo Ferrari, parroco di Castelleone e don Silvio Spoldi, custode del Santuario della Misericordia di Castelleone -, ha raggiunto processionalmente l’altare per l’inizio della solenne concelebrazione. Altri sacerdoti concelebranti stavano nel transetto, vestiti di casula e stola fin dal rito del lucernario. Prima delle benedizione finale, mons. Dante Lafranconi ha rivolto un breve saluto in lingua portoghese alle numerose comunità del Brasile che venerano la Madonna di Caravaggio, che erano collegate con il Santuario attraverso internet. I chierichetti del Santuario, guidati dal pro rettore don Antonio Aresi, si sono distinti nel servizio liturgico. L’animazione musicale è stata affidata ad un grande coro formato dalle Scholae Cantorum di Brignano, Caravaggio, Cassano, Fontanella, Fornovo, Misano, Mozzanica, arricchito dal contributo di quattro solisti e quattro ottoni, accompagnati dai maestri Giovanni Merisio al grand’organo e Roberto Grazioli al positivo. Don Gino Assensi ha diretto, con grande maestria, coro e assemblea. Dietro le quinte, gli addetti al culto e il servizio d’ordine del Santuario.
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